sabato 11 giugno 2011

IO SONO L'ALTERNATIVA ANTAGONISTA


"E' nelle immagini dei repubblichini che traggo la mia forza,

è dagli occhi dei martiri che trovo il coraggio,

è nelle gesta degli eroi che trovo la convinzione di essere nel giusto...

Io sono stanco di essere un vinto,

io sono stanco di essere un numero sulla scheda elettorale,

io sono stanco di stare muto...

io rifletto, io mi carico, io agisco...

Se il ritorno del fascismo vuol dire il ritorno del male assoluto...

allora io voglio essere l'origine del Male...

PERCHE' IO SONO L'ALTERNATIVA ANTAGONISTA!!!

PERCHE' IO SONO MOVIMENTO PATRIA NOSTRA!!!

ONORE A CHI LOTTA!!!"

Ora Basta!!!! Ma dove arriveremo? Siamo una massa di pecore senza colonna vertebrale... i compagni ci attaccano da tutte le parti, i politici fanno i loro porci comodi nel parlamento pagati dal popolo italiano, la televisione ci propina droghe mediatiche, L'asse USRAELE ci attacca politicamente ed economicamente minando l'integrità della nazione, lo sbarco incontrollato dei profughi nord africani e degli extracomunitari in generale mina le nostre tradizioni usi e costumi, nonchè alle nostre stesse vite; i massoni gestiscono il potere, Gl iidoli dei nostri ragazzi sono prostitute ignoranti e volgari; la cultura è affidata a clown e saltimbanchi.... e allora che aspettiamo ad incazzarci? cosa aspettiamo? Gridiamo Viva il Duce! A NOI! NOBIS! ma in sostanza????? NON FACCIAMO NULLA PER CAMBIARE LA SITUAZIONE!!!!

UNA TASTIERA HA SOSTITUITO IL MANGANELLO E UN SOCIAL NETWORK HA SOSTITUITO PIAZZA VENEZIA...la differenza sostanziale però è che quelli di piazza Venezia credevano, obbedivano e sopratutto combattevano...qui incece scriviamo e basta...combattere qui non se parla affatto! Chiacchiere...chiacchiere!!!! Io sono fascista...MA IL VERO FASCISTA PER DEFINIRSI TALE NON DEVE DICHIARARLO, MA DIMOSTRARLO!!!!

Il Credo negli antichi valori, nella strada indicatami da mio padre che a sua volta gli fu indicata da mio nonno, e io la indicherò a mio figlio!!! L'ANTAGONISMO, LA LOTTA DI POPOLO PER IL POPOLO...LE ASCE ALZATE AL CIELO!!! LA TERZA VIA!!!

Ecco! Lotta di popolo per il popolo...lasciamo le tastiere, le piazze ci aspettano!!!!

il Duce è morto e non tornerà mai! Nè nascerà nessun nuovo Benito Mussolini, nè nessuno dei suoi uomini (Bianchi, Balbo, De Vecchi, Graziani...etc. etc.)... ma neanche nessuno che si ci avvicini! Ma Allora che facciamo? ci sediamo a terra e piangiamo per altri 66 anni la sua morte? No Cazzo! Lui ci ha lasciato un leader da seguire, e quel Leader si chiama "IDEA"! Vogliamo percorrere questa strada indicataci dai nostri padri? o aspettiamo l'autobus che ci porti tutti verso il declinio totale e la morte celebrale causata dall'estrema rassegnazione?

Scendiamo in piazza camerati, parliamo alla gente, parliamo di Socializzazione, Stato corporativo, Grande Italia...facciamo capire alla gente che esiste un nuovo mondo, un nuovo ordine nazionale, una realtà diversa...serriamo i ranghi, rafforziamo le file!!! Che ognuno di noi diventi Leader...che si senta portatore di Luce! Che senta nel suo sangue scorrere la forza che spinse i nostri padri a combattere per la bandiera Italiana, per l'unica Repubblica che io riconosco! Seguiamo il loro essempio! L'Italia ci chiama...ha bisogno di noi! L'ITALIA AGLI ITALIANI SI! MA GLI ITALIANI DEVONO SACRIFICARSI PER ESSA! IL TEMPO E' MATURO, I FANTASMI DEI GUERRIERI SCALPITANO PER RITORNARE DALL' ADE E TORNARE A COMBATTERE! SVEGLIATEVI! DENTRO DI VOI, DENTRO OGNUNO DI VOI RIPOSA UN GUERRIERO, UN RIVOLUZIONARIO, FATELO USCIRE... NON SARA' UNA RIVOLUZIONE ARMATA MA CULTURALE...E SARA' DURA E SARA' DECISA, MA NON VIOLENTA! I COMPAGNI CI DANNO ADDOSSO, L'ANPI ROMPE LE SCATOLE..E IL MINISTERO DEGLI INTERNI TACE, BANNIAMOLI NELLA VITA REALE NON SU FB...E' TEMPO MI MUOVO!

SE LA NOSTRA LOTTA VUOL DIRE IL RITORNO DEL MALE ASSOLUTO?

IO VOGLIO ESSERE L'ORIGINE DEL MALE...

...PERCHE' IO SONO L'ALTERNATIVA ANTAGONISTA!

ONORE A CHI LOTTA!!!

ogni responsabilità di quello che è scritto è di Arenare Valerio e Basta!!!

Auguri Mamma!


"Sul tuo seno sento un calore che mi rassicura,

le tue carezze sono il dolce soffio del vento,

il tuo sorriso che rassicura le mie paure,

i tuoi baci dolci mi fanno calmare,

il tuo profumo che addolcisce ogni cosa...

il tuo nome mamma?.. il tuo nome è amore!"

Auguri mamma, auguri a tutte le mamme... a tutte quelle donne che si dedicano ai propri figli sacrificando, spesso, se stesse!

Auguri Mamma, auguri a tutte le mamme...a tutte quelle donne che con i loro sorrisi, le loro carezze, addolciscono e rendono felici i loro bimbi!

Auguri... a te che sei mamma, a te che guardi tuo figlio e ogni giorno ti innamori di lui, a te che lo stringeresti al petto a qualsiasi età, a te che doneresti la tua vita per lui/lei.

Auguri a te...che lavori tutto il giorno e non puoi dedicargli tanto tempo, ma ti sacrifichi per lui/lei e appena hai un secondo non gli fai mancare le tue carezze, a te che sai insegnargli i valori e le tradizioni, a te che sai amare anche quando tutto è difficile!

Auguri a te...che hai paura, che sei in difficoltà, che vorresti non fosse vero...ma che quando pensi a quel fagottino che avrai in braccio, quella creatura che ti crescerà in grembo, quel miracolo che sarà tuo figlio...non puoi non sorridere e pensare all'amore che gli darai e che lui darà a te... e le paure spariscono e le difficoltà sembrano di minor entità...perchè c'è lui...perchè ti vorrà bene...perchè è tuo....e tu sei sua!

Auguri a voi ragazze che lo sarete mamme, sappiate amare i vostri figli...e loro ameranno voi! Sarete procreatrici di miracolo, il più bello, quello che vi rende vicini a Dio...la creazione di una vita! Ed è bellissimo...ed è miracoloso....ed è stupendo!

Auguri a tutte quelle donne che non hanno avuto la fortuna di realizzare il sogno di un bambino, ma che lo stesso hanno voluto donare il loro amore di mamma a chi era meno fortunato...realizzando un doppio miracolo essere mamma e dare la possibilità ad un orfano di essere figlio!i

Auguri alla mia mamma, che mi ha fatto uomo e che mi ha insegnato a vivere, al suo coraggio, specie dopo la morte di papà... Grazie mamma, oggi sarai sola, io sono lontano, avrei bisogno di abbracciarti e dirti che ti voglio bene! e avrei bisogno delle tue carezze...ho quasi quarant'anni, ma mi sento ancora il tuo bambino!(mi manchi!)

Auguri a chi lo sogna, auguri a chi ci spera, auguri a chi si sente mamma!

e un abbraccio a chi oggi non avrà nessuno che gli dirti.."ti voglio bene mamma!"

e auguri a te Teresa, tante volte mi torni in mente e una lacrima esce dai miei occhi...tante volte mi parlavi di Sabino e mi ringraziavi, perchè ero l'unico che ti ascoltava...ora sei con lui...salutamelo!Vi voglio bene entrambi!

Il Giuramento di Patria Nostra


IO GIURO FEDELTA' ALLA MIA PATRIA! ONORO LA BANDIERA TRICOLORE! RICONOSCO COME MIO INNO, L'INNO DI MAMELI!RICONOSCO COME MIEI FRATELLI E SORELLE I GUERRIERI E LE GUERRIERE DI PATRIA NOSTRA! IL MOVIMENTO PATRIA NOSTRA E' IL MOVIMENTO A CUI APPARTENGO! NESSUN INTERFERENZA ESTERNA MI FARA' CAMBIARE IL SENTIERO IN CUI MI SONO INCAMMINATO!L'IDEA DI GRANDE ITALIA MI E' STATA TRASMESSA DA MI PADRE E A SUA VOLTA GLI FU' TRASMESSA DA MIO NONNO E IO LA TRASMETTERO' A MIO FIGLIO...NON RINNEGHERO' MAI CIO' CHE MIO PADRE E MIO NONNO MI HANNO TRASMESSO, E MIO FIGLIO NON RINNEGHERA' CIO' CHE GLI TRASMETTERO'! RICONOSCO NELL'ASCIA BIPENNE IL MIO SIMBOLO DI COMBATTIMENTO IN LEI VEDO FORZA, ONORE, FEDELTA' E AMORE PER L'IDEA!IL POPOLO ITALIANO E' IL MIO POPOLO E IO COMBATTERO' PER ESSO! MI PONGO DINANZIA A VOI FRATELLI E SORELLE MIE MOSTRANDO IL PETTO AL NEMICO! PER L'ITALIA, PER IL POPOLO ITALIANO, PER IL MOVIMENTO PATRIA NOSTRA.....ONORE A CHI LOTTA!!!! Valerio Arenare.

Camerata Pedenovi...PRESENTE!!! per non dimenticare!


L'omicidio di Enrico Pedenovi è un fatto di cronaca nera a matrice terroristica avvenuto il 29 aprile 1976 a Milano a opera di un commando dell'organizzazione di estrema sinistra Prima linea.

Pedenovi, nato nel 1926 e all'epoca cinquantenne, era un avvocato e uomo politico militante nell'MSI, partito per cui era anche consigliere alla Provincia di Milano. Pur non essendo un personaggio di primo piano, il suo nome era comparso in una lista di militanti neofascisti pubblicata su Lotta continua per via del suo ruolo nella struttura milanese.

Pedenovi il 29 aprile si sarebbe dovuto recare alla commemorazione di Sergio Ramelli, un giovane militante di destra iscritto al Fronte della Gioventù aggredito il 13 marzo 1975, e deceduto il 29 aprile 1975 in un agguato da militanti di Avanguardia Operaia, armati di chiavi inglesi: la manifestazione era prevista nel pomeriggio.

Alle 7.45 di mattina venne assalito in Viale Lombardia, dove abitava, da un gruppo di uomini armati. A bordo della propria automobile aveva percorso un centinaio di metri verso Piazza Durante, fermandosi ad un distributore di carburante.

Un commando di tre uomini, a bordo di una Simca poi risultata rubata, avevano atteso l'avvocato presso il distributore. Mentre l'uomo era a bordo dell'auto, il commando si avvicinò e aprì il fuoco contro la vettura, uccidendo Pedenovi, per poi fuggire a bordo dell'auto rubata.

In seguito all'omicidio, militanti dell'MSI si recarono sul luogo, e allo stesso modo vi si recarono numerosi membri dei gruppi di estrema sinistra: la compresenza dei due gruppi antagonisti sfociò in tafferugli e scontri, che resero difficile l'intervento delle forze dell'ordine.

L'omicidio fu rivendicato dai Comitati Comunisti Rivoluzionari, un'organizzazione paramilitare riconducibile a Prima Linea.

Nell'ambito del maxiprocesso a Prima Linea celebrato nel 1984 a Milano, la Corte d'Assise del capoluogo lombardo emise due condanne all'ergastolo per Bruno La Ronga e Giovanni Stefan, ritenuti esecutori materiali dell'omicidio. Il terzo membro, Enrico Galmozzi, ricevette una condanna a 27 anni grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche concesse in quanto smesso l'atteggiamento irriducibile e accettato il dibattimento processuale.

Piero del Giudice, un altro membro dell'organizzazione, venne condannato a 28 anni come concorrente morale nell'omicidio.

Dagli atti del processo emerse che Pedenovi era stato scelto come vittima per via della facilità con cui si sarebbe potuto attaccare. Dopo un primo esame di alcuni dei nomi pubblicati sulla lista di Lotta Continua, si scoprì che probabilmente il commando aveva scelto Pedenovi per via delle sue azioni metodiche e per la sua sostanziale assenza di sospetti e difese.

La sentenza della Corte di Cassazione modificò in parte le sentenze: ridusse a 29 anni l'ergastolo di La Ronga, confermò i 27 anni di Galmozzi e l'ergastolo a Stefan, ed assolse Del Giudice.

Al momento della sentenza, Stefan risultava latitante

Giovanni Stefan era stato arrestato in Francia e rilasciato. Il 28 giugno 2005 la Corte d’appello gli ha concesso le attenuanti generiche, riducendo il massimo della pena e dichiarando prescritto il reato.

Il 29 aprile 2006, nel trentesimo anniversario dell'omicidio, è stata posta una targa commemorativa sul luogo dell'omicidio

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L'omicidio di Enrico Pedenovi è un fatto di cronaca nera a matrice terroristica avvenuto il 29 aprile 1976 a Milano a opera di un commando dell'organizzazione di estrema sinistra Prima linea. Pedenovi, nato nel 1926 e all'epoca cinquantenne, era un avvocato e uomo politico militante nell'MSI, partito per cui era anche consigliere alla Provincia di Milano. Pur non essendo un personaggio di primo piano, il suo nome era comparso in una lista di militanti neofascisti pubblicata su Lotta continua per via del suo ruolo nella struttura milanese. Pedenovi il 29 aprile si sarebbe dovuto recare alla commemorazione di Sergio Ramelli, un giovane militante di destra iscritto al Fronte della Gioventù aggredito il 13 marzo 1975, e deceduto il 29 aprile 1975 in un agguato da militanti di Avanguardia Operaia, armati di chiavi inglesi: la manifestazione era prevista nel pomeriggio. Alle 7.45 di mattina venne assalito in Viale Lombardia, dove abitava, da un gruppo di uomini armati. A bordo della propria automobile aveva percorso un centinaio di metri verso Piazza Durante, fermandosi ad un distributore di carburante. Un commando di tre uomini, a bordo di una Simca poi risultata rubata, avevano atteso l'avvocato presso il distributore. Mentre l'uomo era a bordo dell'auto, il commando si avvicinò e aprì il fuoco contro la vettura, uccidendo Pedenovi, per poi fuggire a bordo dell'auto rubata. In seguito all'omicidio, militanti dell'MSI si recarono sul luogo, e allo stesso modo vi si recarono numerosi membri dei gruppi di estrema sinistra: la compresenza dei due gruppi antagonisti sfociò in tafferugli e scontri, che resero difficile l'intervento delle forze dell'ordine. L'omicidio fu rivendicato dai Comitati Comunisti Rivoluzionari, un'organizzazione paramilitare riconducibile a Prima Linea. Nell'ambito del maxiprocesso a Prima Linea celebrato nel 1984 a Milano, la Corte d'Assise del capoluogo lombardo emise due condanne all'ergastolo per Bruno La Ronga e Giovanni Stefan, ritenuti esecutori materiali dell'omicidio. Il terzo membro, Enrico Galmozzi, ricevette una condanna a 27 anni grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche concesse in quanto smesso l'atteggiamento irriducibile e accettato il dibattimento processuale. Piero del Giudice, un altro membro dell'organizzazione, venne condannato a 28 anni come concorrente morale nell'omicidio. Dagli atti del processo emerse che Pedenovi era stato scelto come vittima per via della facilità con cui si sarebbe potuto attaccare. Dopo un primo esame di alcuni dei nomi pubblicati sulla lista di Lotta Continua, si scoprì che probabilmente il commando aveva scelto Pedenovi per via delle sue azioni metodiche e per la sua sostanziale assenza di sospetti e difese. La sentenza della Corte di Cassazione modificò in parte le sentenze: ridusse a 29 anni l'ergastolo di La Ronga, confermò i 27 anni di Galmozzi e l'ergastolo a Stefan, ed assolse Del Giudice. Al momento della sentenza, Stefan risultava latitante Giovanni Stefan era stato arrestato in Francia e rilasciato. Il 28 giugno 2005 la Corte d’appello gli ha concesso le attenuanti generiche, riducendo il massimo della pena e dichiarando prescritto il reato. Il 29 aprile 2006, nel trentesimo anniversario dell'omicidio, è stata posta una targa commemorativa sul luogo dell'omicidio

Sergio Vive


“Sono i primi giorni di gennaio, è il 1975.

All’istituto tecnico Molinari, in V° J il professore di lettere assegna ai ragazzi, tra gli altri, un tema di attualità.

Sergio Ramelli, che frequenta da due mesi la sede del Fronte della gioventù, non ha dubbi: parla delle Brigate rosse. Scrive che il primo delitto dei brigatisti è stato compiuto contro due missini, scrive che le Br sono un pericolo per la democrazia, scrive che Mazzola e Giralucci, purtroppo, sono ricordati come delle vittime solo dai loro compagni di partito, che i brigatisti non sono un pugno di romantici rivoluzionari, ma un’organizzazione manovrata.

Ha le idee chiare, non c’è dubbio. Forse, osserverà il professore, è rimasto impressionato da un editoriale di Giorgio Pisanò apparso sul Candido e ne riecheggia le tesi, chissà: il testo originale di questo tema, ovviamente, oggi non esiste più. Ma il suo contenuto se lo ricordano bene tutti, i professori e i compagni di classe di Sergio. Perché succede che il ragazzo incaricato di raccogliere i temi venga bloccato in corridoio da alcuni compagni di scuola, che fanno parte del collettivo politico più forte dell’istituto, quello di Avanguardia operaia. E che poi i ragazzi del collettivo si mettano a spulciare gli elaborati uno per uno, per capire cosa hanno scritto i loro compagni su un argomento così delicato. Nessuno saprà mai che voto avrebbe preso per quel compito Sergio, il professore non lo correggerà mai.

Poche ore dopo, infatti, nella bacheca dell’atrio due fogli protocollo fanno bella mostra di sé, affissi con le puntine. Sopra c’è una scritta rossa: ECCO IL TEMA DI UN FASCISTA. Il testo è costellato di sottolineature. Per quanto nessuno ancora possa nemmeno immaginarlo, quel tema, e la sua «correzione», sono l’inizio di una drammatica catena che, anello dopo anello, si chiuderà con la morte di Sergio.

C’è qualcosa, nella figura di Sergio come è stata ricostruita negli atti e nei ricordi di chi lo ha conosciuto, che colpisce ancora oggi. Non si tratta di cedere all’eterna tentazione di costruire agiografie retroattive, non è la solita attitudine alla santificazione del martire. Ma è come se Sergio, in qualche modo, fosse riuscito a restare refrattario al furore ideologico del suo tempo. È un fan sfegatato solo quando si tratta di Adriano Celentano (una «vera mania», assicura la madre). È un grandissimo appassionato di sport, soprattutto di calcio, gioca a pallone a livello semiprofessionistico. È tifoso dell’Inter ma raramente va allo stadio, non è interessato al tifo. Dice la signora Anita: In tutte queste cose, nella musica, nello sport, come nella politica non era un fanatico. Si interessava, gli piacevano, si entusiasmava, ci metteva il cuore, ma non l’ho mai visto urlare o irritarsi.

Così, ripercorrendo i suoi ultimi giorni, si trova anche qualcosa di stoico, in lui, nel modo in cui si avvicina alla fine. In quella lunga cronaca di una morte annunciata che sarà il suo omicidio, malgrado il moltiplicarsi dei segnali e delle minacce, incredibilmente Sergio non si lamenterà mai né chiederà soccorso ai camerati, che sicuramente, se avessero saputo, avrebbero fatto qualcosa per proteggerlo.

Fino all’ultimo terrà all’oscuro anche la sua famiglia, negherà l’innegabile, mentirà per nascondere la progressione delle aggressioni di cui viene fatto oggetto. Risulta dai verbali degli interrogatori che persino nei giorni in cui a scuola lo insultano e lo prendono a calci, lui continua a non raccontare niente ai genitori. Quando proprio non può, e la madre lo riempie di domande, scuote la testa e le fa: «Non preoccuparti mamma, non è nulla».

La giornata più drammatica, nel corso della lunga persecuzione che prepara il delitto, è quella del 3 febbraio 1975. Dopo molte discussioni, papà e mamma Ramelli hanno deciso di imporre al figlio di abbandonare il Molinari. A malincuore Sergio è costretto ad accettare, e quella mattina entra a scuola accompagnato dal padre per sbrigare le necessarie pratiche burocratiche. Purtroppo li stanno aspettando: nel corridoio della scuola padre e figlio sono aggrediti, picchiati e costretti a passare fra due file di studenti per un violento rituale di sottomissione.

Sembra la scena di un film di Kubrick, sembra un’arancia meccanica in salsa meneghina, e ancora una volta bisogna lasciare la parola a Grigo e Salvini per sapere come si conclude questa terrificante passeggiata:

Il ragazzo era stato colpito ed era svenuto, mentre lo stesso preside e i professori che avevano scortato il Ramelli e il padre verso l’uscita erano stati malmenati.

Ancora più sconcertante la testimonianza del professor Melitton, secondo cui la preside aggredì il padre e gli disse:

«Ma non vede che lei e suo figlio siete un motivo di turbamento per la scuola?».

Marzo 1975. Roberto Grassi, ex studente del Molinari, ed esponente di spicco di spicco del servizio d’ordine di Avanguardia operaia, durante una riunione di cellula si rivolge a Marco Costa, universitario, numero due del servizio d’ordine di Medicina a Città Studi. Grassi è uno dei pochi tra i dirigenti del gruppo che conosca personalmente Ramelli. Ed è lui che preannuncia a Costa una decisione da tempo nell’aria: dovrà essere la sua squadra (proprio perché non è in alcun modo collegabile al giovane missino) ad aggredire il ragazzo. Sarà un battesimo d’azione, la prima sprangatura del gruppo. Sarà il primo delitto politico degli anni Settanta commesso per interposta persona, il primo delitto, a sinistra, realizzato «su commissione».

La comunicazione «ufficiale», invece, in un’organizzazione leninisticamente centralizzata e gerarchica, arriverà da un altro dirigente, Giovanni Di Domenico detto «Gioele». Infatti, Di Domenico avvicina Walter Cavallari e gli dice:

«Dovete andare a menare un fascio». Cavallari non se la sente.

Pochi giorni prima gli è stato chiesto di sprangare uno studente di Agraria, ma non è andata come pensava. Lo aggredisce, ma subito dopo ha paura, scappa: «Doveva essere un militante di acciaio temprato, e invece no, mi ero trovato davanti solo un uomo». Viene esautorato. Per uno che ha un dubbio ce ne sono dieci che non ne hanno.

Il suo posto lo prende Costa. L’azione si deve fare lo stesso. Dopo trent’anni Anita Ramelli abita ancora nella stessa casa di via Amedeo, con la finestra affacciata sul luogo dove avvenne l’aggressione a Sergio. Per ostinazione, per abitudine, per senso della memoria, non se ne è voluta andare.

Per anni su quel pezzo di muro si sono combattute grandi battaglie simboliche: prima i manifesti con le minacce, poi la guerra dei fiori e delle scritte, e addirittura una battaglia per i sacchi di immondizia che un portiere del condominio di fronte si ostinava a depositare proprio lì davanti, malgrado i cassonetti a pochi passi più in giù. Un giorno, gli amici di Sergio gli spiegarono che o sceglieva un altro posto per depositarli, o si sarebbe ritrovato i rifiuti in guardiola: cosa che puntualmente accadde, dopo l’ennesima sfida.

Non è facile dimenticare, nemmeno per un quartiere, soprattutto per chi non capisce che si possa continuare a combattere una guerra anche su qualche metro di marciapiede e di intonaco. Oggi, mani ignote, ma per chi sa individuabili, hanno dipinto su quella parete un grande murale, con una scritta e una croce celtica: SERGIO VIVE. È il modo che la comunità di cui Sergio faceva parte ha scelto per non dimenticare.

Ancora oggi, ogni tanto, mamma Ramelli si affaccia alla finestra di casa sua. Guarda il muro, e la scritta. E non dice nulla.

Camerata Mussolini....PRESENTE!


I porci hanno ucciso l'uomo in maniera barbara non risparmiando neanche Claretta. Il Suo corpo ridotto in uno stato pietoso fà capire la crudeltà e il poco rispetto per il "nemico" che avevano i traditori! il corpo giace ma l'anima sopravvive a quel 28 Aprile, e vive nei nostri cuori e nelle nostre menti! Benito Mussolini vive nell'Idea, nei Valori e nelle azioni di chi ha capito e ha proseguito verso la strada che lui ci indicò! Onore a S.E. Benito Mussolini Duce d'Italia! Onore a chi amò la sua Patria e gli dedicò tutta la vita! Onore a chi lotta!Benito Mussolini vive....

nasce il Coordinamento Studentesco del Movimento Patria Nostra: "Studenti Antagonisti"

I Giovani Lupi Italiani (Coordinamento Giovanile del Movimento Patria Nostra) sono Onorati di comunicare la Nascita ufficiale di "Studenti Antagonisti - Movimento Pratia Nostra!", ramo studentesco dei G.L.I.

la decisione di creare questo ramo dei Giovani Lupi Italiani, è dovuto alla crescente richiesta, da parte degli studenti, di far entrare, nel mondo della scuola, i progetti e le idee del Movimento Patria Nostra.

Il Coordinamento Studentesco, avrà una sua struttura e un autonomia decisionale, pur rimanendo un ramo dei Giovani Lupi Italiani e saranno sottoposti, comunque, alla supervisione da parte del Presidente dei GLI e dal Segretario Nazionale del Movimento Patria Nostra.

Unitamente alla nascita dei "Studenti Antagonisti", il Vice Segretario Nazionale del Movimento Patria Nostra, Luigi Cortese, ha provveduto, con la collaborazione del Presidente dei GLI Giustino D'Uva, alla redazione del Programma dei Giovani Lupi Italiani; mentre Alessandra Bologna, Alessandro Licari e lo Stesso Luigi Cortese, hanno provveduto alla realizzazioni dei loghi ufficiali e della bandiera unica del Coordinamento Giovanile; la Vice Segretaria Nazionale Alessandra Bologna ha provveduto alla realizzazione del Sito Iternet ufficiale ( http://patrianostra.jimdo.com/ )

A Breve verrà comunicato i nomi dei Coordinatori Nazionali e Territoriali.

Il Coordinamento Nazionale è affidato, in attesa di nomina ufficiale, al Presidente Nazionale dei Giovani Lupi Italiani, Giustino D'Uva.

La Segreteria Politica augura ai Giovani Lupi Italiani e agli Studenti Antagonisti, Buon Lavoro!

Onore a chi lotta!

Valerio Arenare

Segretario Nazionale MPN

Il logo dei Giovani Lupi Italiani, realizzato da Luigi Cortese

Logo degli Studenti Antagonisti, ideato da Alessandro Licari e ottimizzato da Alessandra Bologna

Bandiera Unica del Coordinamento Giovanile, realizzato da Alessandra Bologna.

PROGRAMMA “GIOVANI LUPI ITALIANI” MOVIMENTO PATRIA NOSTRA

SCUOLA

La scuola deve diventare, per questi ultimi, luogo di formazione culturale ed etica, al pari della famiglia, visto che i ragazzi vi passano gran parte della propria giornata.

Il professore, per educare gli studenti al rispetto di una gerarchia ed all’ossequio nei confronti di chi si pone, socialmente, su un grado più alto di tale struttura, deve, prima di tutto, dimostrare di meritare suddetto rispetto; qualora da loro non venisse adempiuto il compito di giusto precettore , allora i ragazzi dovrebbero essere messi nelle condizioni di poter decidere autonomamente se voler seguire o meno i farisaici insegnamenti.

Non vogliamo che enti privati invadano la scuola per trarre benefici esclusivamente a loro favore;nessuna fondazione deve finanziare e gestire la scuola,che deve rimanere pubblica a gestione esclusiva dello stato.

Le scuole private esistenti non devono essere finanziate dallo stato,le risorse dello stato devono venire utilizzate solamente per la scuola pubblica,dalla realizzazione,al mantenimento,alla sicurezza. Soldi pubblici per scuola pubblica!

2- PARTECIPAZIONE VERA DEGLI STUDENTI

Dibattiti ed esternazioni anche in ambiti di diverse materie,oltre la classica spiegazione vogliamo che qualche minuto della lezione venga speso per conoscere il pensiero dei vari studenti.

3- STOP AL CAROLIBRI

Chiediamo che ci sia l'adozione di un testo unico per tutte le scuole d'Italia redatto da un'unica casa editrice ad un prezzo contenuto e giusto che duri almeno 5 anni, così da favorire le famiglie con una spesa più bassa e favorire la vendita di libri usati nelle scuole.

Chiediamo che se ci siano ancora casi di professori che fanno propaganda nelle loro ore di lezione vengano presi seri provvedimenti,arrivando anche a giorni sospensivi nei casi più gravi.

Proponiamo, dunque, una completa revisione dei programmi, che, crediamo, è necessario comprendano tutte le branche della cultura oggi presa in considerazione, ma che le ineriscano solo relativamente, fornendo di tutte le materie un’infarinatura generale. In tal modo si eviterebbero casi di studenti che, per peculiari interessi, si interressino esclusivamente ad alcune discipline, trascurando lo studio di altre, considerate eccessivamente noiose od nutili.

Per questo chiediamo che oltre alle classiche lezioni teoriche debbano essere inseriti nel calendario scolastico veri stage in aziende,dove lo studente possa capire come è strutturato l'ambiente lavorativo,la sua gerarchia,i diritti e doveri dei lavoratori, e cosa si troverà a svolgere dopo il percorso di studio scelto.

Istituzione di laboratori di diverse attività come la musica,la pittura,il ballo,lo sport,discipline che non vengono affrontate durante l'orario scolastico,corsi facoltativi e gratuiti dove gli studenti possano partecipare per imparare discipline diverse dalle solite materie.

Purtroppo la scuola è diventata il luogo dove i ragazzi provano le droghe per la prima volta,negli istituti le droghe vengono utilizzate massicciamente,ci sono situazioni drammatiche sia di utilizzo che di spaccio.