martedì 1 gennaio 2013
Raffaella Duelli, L’anima dolce di una ragazza di Salò
Ha dedicato una vita alla solidarietà, alla pietas, al volontariato. Raffaella Duelli ha vissuto una vita avventurosa, ha attraversato le tempeste d’acciaio del Novecento e le difficoltà “da esule in patria” nell’Italia del dopoguerra. Per anni si è impegnata in prima linea, dove ci sono gli ultimi, i disagiati, i poveri dei poveri, a favore di chi ha bisogno di assistenza, donando consigli o conforto a chi le andava incontro. Testimonianza reale di come un nobile spirito civico possa sopravvivere nel welfare state decadente dell’Italia del 2008 solo grazie a esempi di impegno e dedizione al prossimo. “Nel dopoguerra ho studiato presso la scuola per il servizio sociale e poi ho frequentato la facoltà di psicologia. Ho lavorato per undici anni presso la scuola speciale per subnormali a Roma, per diciannove nella struttura degli assistenti sociali di quartiere a Ostia, e infine come assistente sociale nella Città dei ragazzi di Roma. Per quanto tempo? Per altri sette anni”. Raffaella Duelli è una italiana volitiva, energica a dispetto dell’età che avanza e affronta con il cuore libero gli acciacchi dell’età. Facendo una breve somma degli anni della sua vita nei quali è stata in prima linea nel volontariato, il numero complessivo è di trentasette. Una vita spesa in prima linea, ma c’è un preambolo essenziale. La dolce Raffaella è stata una ausiliaria della Repubblica sociale italiana, una volontaria “per l’Onore d’Italia” nel Battaglione Barbarigo della Decima Flottiglia Mas, agli ordini del comandante Junio Valerio Borghese. Prima di arruolarsi era stata una giovane appassionata di arte e letteratura, aveva anche scritto un’opera teatrale, Il richiamo del cuore, dedicata alla storia di una famiglia siciliana sotto i bombardamenti americani. La fine del conflitto mondiale, oltre a tante incertezze − condivise con il resto degli italiani − le “regalò” anche un periodo di detenzione nei campi di concentramento allestiti dagli angloamericani a Terni e Spoleto. Nel libro scritto dallo storico Luciano Garibaldi, Le soldatesse di Mussolini (Mursia), tra i più toccanti ricordi di guerra c’è un affresco di umanità che la riguarda, una pagina di un’umanità perduta che torna a comporre la memoria nazionale. “Raffaella Duelli, ausiliaria della Decima Mas − scrive il giornalista romano − bambolotto di pezza azzurra, compagno delle notti infantili”, ha raccontato che “quando i colpi delle mitragliatrici si facevano vicini i ragazzi ci coprivano con il loro corpo, poi si alzavano, scusandosi, rossi in volto”. Donne e uomini si stringevano gli uni agli altri, le mani nelle mani, ma in quegli abbracci e in quelle carezze di guerra non c’era sesso”. “Con Silvana Millefiorini del Battaglione Lupo, ci siamo dedicati alla ricerca dei soldati italiani dispersi sul fronte di Nettuno e Anzio. Tante mamme – racconta con trasporto la Duelli − ci chiedevano notizie dei propri figli, caduti in guerra. Ambivamo a dare loro una tomba sulla quale portare fiori, insieme alla creazione di un luogo nel quale fosse testimoniato l’eroismo di chi ha combattuto per difendere il suolo patrio”. Con questi intenti è sorto il Campo della Memoria di Nettuno, un sacrario militare, nel quale riposano sessantatre militari e nove eroi senza medaglia, combattenti sul fronte laziale per i quali non è stato possibile compiere alcun riconoscimento. Nel 2005 Raffaella Duelli ha ricevuto il Premio Luciano Cirri per l’impegno sociale, con la seguente motivazione: “Per la pietà cristiana, la passione patriottica, il coraggio e la generosità dimostrate nell’opera volontariamente intrapresa di ricercare, ricomporre, identificare i miseri resti dei Caduti italiani e dar loro una degna e onorata sepoltura”. C’è un filo rosso che lega queste esperienze, una traccia comune salda storie così diverse, quella di guerra e quella di pace, quella da ausiliaria della Decima e quella da assistente sociale di bambini disagiati. “Nell’opera di recupero delle salme dei combattenti e nella quotidiana attenzione per chi soffre − qualità essenziale nella mia professione − c’è la stessa forza dei valori. Quegli ideali di solidarietà e patriottismo che animavano la mia prima giovinezza li ho trasferiti nell’impegno per i bambini delle periferie romane. Una certa idea della patria non può essere disgiunta da quella di solidarietà e di giustizia sociale”. I suoi ricordi attraversano in lungo e in largo l’ultimo secolo. L’ex ausiliaria li ha raccolti in un libro ormai introvabile, Ma nonna, tu che hai fatto la guerra… (Edizioni Ter), nel quale racconta il suo percorso ideale alla nipotina [nel libro citato sono pubblicate solo una parte delle memorie dell’autrice, presentate integralmente nel presente libro, NdE]. Passione civile e politica sembrano saldarsi: “Quando ero maestra − racconta con un filo di emozione − a Santa Maria di Pugliano organizzai per i miei studenti una gita a Roma. Erano ragazzi di famiglie povere, ma esprimevano un profondo rispetto per gli insegnanti, donando loro mele e uova, una parte di quel poco che costituiva un tipico menù familiare del dopoguerra. Solo immaginando le attese per la giornata romana provo delle emozioni particolari, le stesse che hanno riempito il mio cuore quando con i miei studenti camminammo sotto le navate di San Pietro, o per i viali del Giardino Zoologico. Per loro era una gioia immensa, una favola, e quando arrivammo attraverso l’Ostiense al mare, erano così felici che applaudivano entusiasti. In quel frangente non abbiamo potuto non piangere”. Negli occhi di Raffaella restano anche le attestazioni di affetto che ha ricevuto in tanti anni da bambini disagiati e dalle famiglie povere dell’immensa periferia romana. “Ricordo il servizio svolto nel recuperare e assistere gli sbaraccati dell’Idroscalo. E tuttora ricevo visite e lettere da famiglie che ho aiutato. Nel dopoguerra, dopo aver pagato un dazio pesante all’aver combattuto dalla parte giusta, ma perdendo la guerra, non ho scelto di fare politica in un partito, pur votando MSI − partito di cui eravamo stati fondatori, partecipando alle prime riunioni con Enzo Erra e Giorgio Almirante − fin dal 1951, quando ho riacquistato i diritti politici. Il volontariato, la scelta di schierarmi in prima linea a difesa dei poveri e degli emarginati, è stata una valutazione politica, un modo per far rivivere gli ideali nei quali credo anche nel la quotidianità, nella professione che ho svolto per una vita”. Una vita dedicata a donare il proprio cuore ai deboli, agli esclusi e all’Italia.
Articolo apparso sulla rivista Charta Minuta, aprile 2008 di Michele De Faudis
"Il fascismo femminile che porta bravamente la gloriosa camicia nera e si raccoglie intorno ai nostri gagliardetti, è destinato a scrivere una storia splendida, a lasciare tracce memorabili, a dare un contributo sempre più profondo di passioni e di opere al fascismo italiano."
ONORE ALL'EROICA S.A.F. RAFFAELLA DUELLI - OGGI COME IERI....PRESENTE!!!!!!!
7 luglio...CAMERATA FALVELLA...PRESENTE!!!!
Salerno, 07.07.1972
Nemmeno trascorsi due anni dalla morte di Ugo Venturini a Genova, un altro giovane missino cadde a Salerno per colpa dell’odio comunista. Il suo nome era Carlo Falvella.
Il padre, Michele, proveniva dalla Basilicata, era un professore di scuola media superiore, cattolico tradizionalista e mutilato di guerra. La madre, di origine abruzzese, era missina convinta, spesso girava per Salerno con i manifesti del Movimento Sociale Italiano attaccati agli sportelli e al cofano della macchina. Sei figli, cinque maschi e una femmina.
Carlo, studente di filosofia e Vicepresidente degli Universitari di destra salernitani, aveva abbracciato la vita politica proprio grazie alla tenacia e alla passione della madre. Purtroppo era affetto da una gravissima forma di miopia. Infatti, Carlo, era già stato operato tre volte di cataratta e solo il progresso della scienza oculistica poteva salvarlo dalla cecità totale.
Mancavano cinque minuti alle ventidue del 7 luglio 1972, quando i Carabinieri di Salerno furono allertati da una telefonata per una furibonda rissa in via Velia. Carlo Falvella e l’amico Giovanni Alfinito, prima di rincasare, furono notati da un gruppo di tre persone, Giovanni Marini, Francesco Mastrogiovanni e Gennaro Scariati, tutti appartenenti alla sinistra extraparlamentare.
Al loro incontro Marini estrasse il coltello e colpì Alfinito all’inguine. Carlo Falvella, per difendere l’amico, si lanciò contro Marini ed entrambi caddero a terra. Ma durante la colluttazione Carlo Falvella fu colpito gravemente alla aorta. Nonostante il trasporto immediato all’ospedale e un intervento chirurgico Carlo Falvella morì.
Marini fu subito arrestato mentre Mastrogiovanni e Scariati si diedero alla latitanza. Alle esequie parteciparono circa ventimila persone, quasi tutte appartenenti al Movimento Sociale Italiano, il giorno prima in città era arrivato anche il Segretario Nazionale Giorgio Almirante. Assenti tutti gli altri partiti ma anche le figure istituzionali quali il sindaco di Salerno, Gaspare Russo, e il Presidente della Provincia, Carbone.
Dopo quattro giorni dalla morte di Carlo Falvella, il Secolo d’Italia, organo ufficiale del Movimento Sociale Italiano, pubblicò in prima pagina il titolo “Un altro martire per la gioventù d’Italia. Dopo Venturini il sacrificio di Carlo Falvella”. Anche la federazione salernitana del Patito Comunista Italiano espresse il proprio sdegno per la scomparsa della giovane vita. Nei giorni successivi a Salerno accadde di tutto. Una vera e propria campagna innocentista a difesa di Giovanni Marini. Da Salerno a Milano, slogan, manifestazioni e addirittura la scrittura e la diffusione di quattro canzoni tutte ispirate allo stesso episodio. Soccorso rosso militante pubblicò un pamphlet dal titolo “Il caso Marini” proprio mentre era in corso il processo.
Ma anche intellettuali dal calibro di Dario Fo, Franca Rame e un giovane avvocato destinato a una grande carriera, Giuliano Spazzali. In realtà chi era Giovanni Marini? Era un militante anarchico con alle spalle una storia in comune con quella di migliaia di proletari meridionali. Era nato in un piccolo paese, Sacco, in Campania, e all’età di dieci anni si era trasferito a Salerno con la famiglia. Cresciuto in una situazione sociale di disgregazione e miseria, iniziò presto a ribellarsi contro le cause dell’emarginazione. A diciannove anni, dopo la maturità in ragioneria, fu subito bollato come sovversivo e gli fu impossibile trovare impiego.
Fu costretto a sopravvivere con lavori saltuari per alcuni anni e militò a lungo nel Partito Comunista Italiano per poi uscire definitivamente per le sue posizioni anarchiche. Al termine del processo, nel 1974, fu condannato a dodici anni di reclusione per omicidio preterintenzionale aggravato e concorso in rissa. Nel 1975, in appello, la condanna fu ridotta a nove anni. Mastrogiovanni e Scariati, invece, furono assolti dall’accusa di rissa. Già nel 1979, Giovanni Marini uscì dal carcere e rimase per due anni sotto libertà vigilata. Trovò lavoro come assistente sociale, a Padula, quindici chilometri da Salerno. Ma non riuscì a integrarsi e scivolò gradualmente nell’alcolismo.
Nel dicembre del 1982, Marini fu nuovamente arrestato insieme ad altre persone con l’accusa di appartenenza alle Brigate Rosse. Morì a Salerno nel 2001 a quarantanove anni. Ventinove anni dopo la morte di Carlo Falvella.
Continua il presidio a Policastro Bussentino a sostegno dei gestori dei lidi balneari
Sale di tono la protesta degli operatori balneari e anche la tensione nella cittadina costiera che da il nome all'omonimo Golfo. La fumata nera dell'incontro pomeridiano in Prefettura a Salerno si è rivelata come l'ennessima goccia di benzina sul fuoco tanto che gli operatori balneari, che da stamattina si erano incatenati presso la Villa Comunale iniziando lo sciopero della fame, hanno deciso di spostare il presidio al centro della strada.
Pochi minuti e sull'arteria che attraversa la cittadina collegando il Golfo di Policastro da un capo all'altro si sono immediatamente avvertite le conseguenze con il traffico in tilt e automobilisti alla ricerca di una via di fuga dall'imbottigliamento.
Anche i responsabili dei Movimento Patria Nostra erano presenti al presidio, Pietro Arenare, referente per la Provincia di Salerno, insieme agli abitanti di Policastro Bussentino, ha distribuito volanti di solidarietà ai porpietari dei lidi e ai lavoratori impiegati nelle strutture balneari. Positiva la reazione degli abitanti del posto che hanno accolto e sostenuto l'iniziativa.
"non possiamo lasciare che l'economia del paese venga distrutta - Dichiara Pietro Arenare - L'economia di Policastro Bussentino durante il periodo estivo, si basa sopratutto sul turismo. La mancata apertura dei lidi segna il crollo economico del paese, non solo per i proprietari e per i lavoratori dei lidi, ma per tutto l'endotto economico che ne deriva. Si tratta di un problema burocratico che poteva essere superato con un impegno concreto di chi di dovere, impegno che è venuto completamente a mancare. Continueremo a presiediare la strada in maniera pacifica finchè il problema non verrà risolto. Sabato effettueremo come MPN un altro volantinaggio. Non andremo via, non lasceremo tutto Policastro Bussentino subisca questo duro colpo".
Movimento Patria Nostra Salerno
IL SINDACATO ITALIANO (SICEL) PROCLAMA LO SCIOPERO "DEL CONSUMO" PER IL 05/07 CONTRO IL DDL LAVORO
DOPO AVERCI MASSACRATO, LA TRIPLICE, PIU' IL LORO SERVO SCIOCCO UGL, INDICONO LO SCIOPERO DEL DUE LUGLIO.
IL DLL SUL LAVORO E' PASSATO, NULLA E' PIU' COME PRIMA, LA COLPA E', E NON PUO'CHE ESSERE DEI MAGGIORI SINDACATI ITALIANI CHE NON SONO STATI IN GRADO DI FAR VALERE LE RAGIONI DEI LAVORATORI.
E' ORA DI CAMBIARE REGISTRO, QUESTO GOVERNO NON HA NESSUNA INTEZIONE DI FERMARSI DAVANTI ALLA SOLITA PROTESTA DEI LAVORATORI TRAMITE UNO SCIOPERO CHE FA GUADAGNARE LO STATO, NON PAGA I LAVORATORI IN SCIOPERO E LO FA' AL LORDO.
IL SINDACATO ITALIANO CONFEDERAZIONE EUROPEA DEL LAVORO, INVITA I LAVORATORI DI TUTTE LE CATEGORIE A INIZIARE UN NUOVO TIPO DI PROTESTA, CHE SIA INGRADO DI COLPIRE AL CUORE I BANCHIERI E IL CAPITALE, UNA PROTESTA STORICA, CHE TRAE ORIGINE DALLO SCIOPERO DEL TE' OPERATO DALLE COLONIE INGLESI IN AMERICA.
I COLONI AMERICANI, PER OTTENERE ASCOLTO DAL GOVERNO INGLESE, NON COMPRARONO PIU' IL TE' E LE GRANDI COMPAGNIE DI SUA MAESTA' BRITANNICA ENTRARONO IN CRISI, COSTRINGENDO IL GOVERNO AD ACCETTARE LE PROOSTE DEI COLONI.
IL SICEL VI CHIEDE DI DIMOSTRARE CONTRO IL GOVERNO DEI LICENZIAMENTI CON UN GIORNO DI NON SPESA, IL GIORNO CINQUE LUGLIO, NON COMPRIAMO NIENTE, VISTO CHE LO STATO TASSA TUTTO, BLOCCHIAMOLO, PER UN GIORNO IL GETTITO DELLO STATO SI FERMERA', FACCIAMOGLI SENTIRE CHE LA SOVRANITA' , ANCHE QUELLA ECONOMICA, E' DEL POPOLO, AZZERIAMO LE ENTRATE AL GOVERNO.
SE IL CINQUE NON BASTERA' RIPETEREMO ,ANCHE AD OLTRANZA, LA NOSTRA LOTTA, BLOCCANDO ANCHE L'INIQUA PRATICA DELLE MANSIONI SUPERIORI NON RETRIBUITE, APPLICANDO STRETTAMENTE IL MANSIONARIO DEI SINGOLI LIVELLI.
LICENZIAMO IL GOVERNO DEL PRESIDENTE, ED ANDIAMO AD ELEGERE NOI IL NUOVO GOVERNO, SE QUALCUNO DEVE PAGARE DEVONO ESSERE COLORO CHE HANNO CREATO TUTTO QUESTO, NON I LAVORATORI.
RIVOLUZIONE COSTITUZIONALE, POTERE AL POPOLO.
Dario Miccheli
Segretario Confederale Sindacato Italiano
CONF.S.I.Cel.
IL M.P.N. SALERNO SCRIVE ALLE ISTITUZIONI RIGUARDO IL PROBLEMA DEI LIDI BALNEARI SEQUESTRATI
Anche il Movimento Patria Nostra si schiera al fianco degli operatori balneari del Golfo di Policastro Bussentino (SA).
A seguito del sequestro predisposto a fine marzo, quando sono stati messi i sigilli a 9 stabilimenti balneari del Golfo di Policastro ed inoltre 13 persone denunciate, ovvero i titolari delle strutture balneari, per il reato di abuso edilizio ed alterazione delle bellezze naturali, oltre a tre tecnici comunali, con l'accusa di abuso d'ufficio e falsità materiale, per aver rilasciato concessioni edilizie dal 2002 ad oggi. I militari dell'arma avrebbero accertato che i lidi, pur avendo ottenuto specifica concessione edilizia dal comune di Santa Marina, erano privi dell'autorizzazione della soprintendenza. Questo intervento ha impedito l'apertura dei lidi balneari nel comune di Santa Marina, "distruggendo" di fatto l'economia del paese che "vive" principalmente di turismo estivo; rovinando i gestori dei lidi balnerai e tutto l'indotto economico che direttamente o indirettamente veniva generato dalle loro attività! In un periodo di crisi economica così profonda è un duro colpo, difficilmente sostenibile per i gestori dei lidi e per l'intera popolazione di Policastro Bussentino.
Secondo uno dei gestori dei lidi:" E' la cosa più assurda che poteva capitare a 9 operatori turistici. Cinque strutture sono state costruite regolarmente nel 2003 altre 4 precedentemente, tutte conformi alle varie progettazioni che si sono susseguite negli anni per i vari ammodernamenti. Tutti gli operatori hanno sempre eseguito alla lettera quanto richiesto dalla Pubblica Amministrazione che, per eccesso, ha chiesto anche vari documenti assolutamente non necessari; nel 2003 tutte le strutture furono poste al vaglio della soprintendenza di Salerno che diede parere favorevole.Nessuna legge dello Stato prevede che dopo 5 anni il parere vada rinnovato; forse sarebbe meglio dire che nessuno, sia degli operatori, sia dei tecnici di fiducia e soprattutto nessuno della pubblica amministrazione sapeva che per alcune strutture superati 5 anni sarebbe stato necessario rinnovare l'autorizzazione, come previsto dalla legge. Siamo vittime di un errore di valutazione assolutamente involontario della pubblica amministrazione ma a pagare saremo solo noi operatori e 120 dipendenti. Lo scorso anno ho avuto 7 dipendenti tutti assicurati regolarmente, oltre a me e mia moglie, e il mio lido è il più piccolo dei 9 stabilimenti."
intanto a Policastro si alternano blocchi di protesta e incontri formali ed informali con le istituzioni, ma a tutt'ora nulla è cambiato e siamo al 1 Luglio, ovvero nel periodo di maggiore afflusso di turisti.
Sulla vicenda interviene anche il Segretario Nazionale del Movimento Patria Nostra Valerio Arenare:"E' assurdo vietare l'apertura dei lidi balneari e poi con delle motivazioni che non concepiamo assolutamente. Con questo atto si distrugge completamente l'economia di Santa Marina-Policastro Bussentino e in questo momento di crisi economica è gravissimo e pericolosissimo. Ma la cosa che ci sorprende ancor di più è la leggerezza di come l'amministrazione comunale ha gestito la cosa, prima in modo distratto, poi chiedendo convocazioni alle istituzioni a giochi fatti e poi promettendo spiagge libere per i turisti, invece di schierarsi a spada tratta nei confronti dei gestori balneari fin da subito cercando di salvare il salvabile, dimostrando massimo menefreghismo nei confronti del problema. Era il momento che il Sindaco e i consiglieri di Santa Marina dovevano scendere in campo in prima fila, ma come accaduto per il Centro le Rose, anche in questo caso l'amministrazione comunale si è dimostrata inadeguata nell'affrontare le emergenze. Il Movimento Patria Nostra scriverà alle istituzioni per unirsi al coro di chi chiede che il problema venga risolto in modo positivo il prima possibile, prima che il disastro economico sia completato. inoltre, stiamo vedendo se esiste la possibilità, permessi permettendo, di fare un banchetto di protesta in strada a Policastro Bussentino per dimostrare ai Policastresi e ai Gestori dei lidi che MPN è al loro fianco ed è pronto a lottare con loro.Infatti i nostri referenti locali sono già presenti al presidio permanente che si sta svolgendo in questi giorni, senza bandiere, ma come cittadini di Policastro che amano il proprio paese e che vogliono cambiare lo stato delle cose! UNITI TUTTO PUO' ANCORA ACCADERE!!!."
ufficio Stampa MPN
domenica 12 giugno 2011

La cattedrale nel deserto è,tipicamente,un'opera (spesso a carattere pubblico) realizzata in un contesto non sviluppato economicamente o socialmente.Tendenzialmente viene costruita con l'idea di sviluppare una zona depressa,ma, il più delle volte,si rivela unicamente un dispendio di denaro."
Questo progetto,fortemente voluto da me,Paul Manuguerra e dalla Segreteria Politica MPN.Nasce dalla necessità non già soltanto di "censire" la lista delle opere incompiute o magari potenzialmente pronte e certo funzionanti.
Questo è un cancro tipicamente italiano,nel senso post Regime Fascista del termine.Un cancro,tra l'altro che ci vede ancora una volta fanalino di coda in Europa.
Il progetto Cattedrali nel deserto,che nasce ovviamente sotto l'egida del Dipartimento Infrastrutture del Movimento Patria Nostra.Ha infatti lo scopo di:
Stilare il più completo elenco di opere non terminate e alle quali spesso manca solamente il "taglio del nastro".
Segnalare in maniera assolutamente reiterata e capillare,i casi.Facendo giungere le istanze alle Regioni,ai Ministeri interessati,alla Presidenza del Consiglio e al Presidente della Repubblica.Ai quali consegneremo le relative relazione tecniche e dettagliate.
Quello che vogliamo,assieme alla collaborazione di voi tutti.E' curare uno dei mali corporativi di questa nostra Italia.Che sempre ci vede Popolo Lavoratore e spettatori passivi del furto dei nostri soldi,delle nostre quotidiane fatiche.
Ecco che vi esortiamo quindi a collaborare,a modo di far subire alla Patria Nostra i benefici di una azione che sarà certamente formidabile.Un'altra lotta che il Movimento Patria Nostra porterà vittoriosamente avanti cosi come già ha fatto per il passato.
Le città sono la ricchezza delle nazioni...le opere pubbliche sono la ricchezza delle città.
Paul Manuguerra.
IL DIPARTIMENTO INFRASTRUTTURE VUOLE RINGRAZIARE PER LA FONDAMENTALE COLLABORAZIONE:
Alessandra Bologna,membro della Segreteria politica e Presidente di Azione donna.Che ha,tra le altre cose,curato il logo del progetto.
Vincenzo Stravolo,Responsabile territoriale per la provincia di Napoli.Per il suo pronto senso di collaborazione.
sabato 11 giugno 2011

Cara Mamma,
ti scrivo questa lettera che mai ti spedirò,non lo sò perchè, forse perchè a 38 anni si ha vergogna nell'esternare i propri sentimenti.
ma ho l'esigenza di dire a questo foglio cosa sei per me!
Mi hai crescituo, mi hai educato, mi hai protetto...mi hai fatto diventare un uomo!
Se oggi ho realizzato qualcosa, se nel mio piccolo sono qualcuno, lo devo a te e Papà...e solo a voi!
Ancora oggi, quando sono triste, quando mi sento giù, penso a te, al tuo sorriso e mi immagino a casa, bambino, che mi fai le coccole e mi abbracci forte!
Non sai quante volte vorrei mollare tutto e tornare da te, ma ho delle responsabilità, ho degli impegni...ma nel mio cuore ho sempre il tuo volto e nella mente la tua voce.
Ti voglio bene mamma, anche quando litighiamo, anzi dopo te ne voglio di più!
Quando sono a casa torno bambino e quando vedo le attenzioni che hai per mio figlio, l'affetto che gli dai...mi sento felice, perchè sento che gli vuoi bene come ne hai voluto a me! E sento che lui vuole bene a "a nonna Anna"!
Cara Mamma quanti anni sono passati da quando cantavi per noi e quando raccontavi le favole mai finiteperchè stremata ti addormentavi prima.
Ora sono un uomo, ho un figlio, lotto per i miei ideali....ma ancora oggi, mi piacerebbe sapere come finivano quelle favole.
Ora ti preoccupi per mequando ti parlo delle mie iniziative e dei miei ideali, ma non dovresti! Dovresti essere orgogliosa, perchè la mia lotta è anche la tua! Tu e Papà mi avete insegnato i valori della giustizia, dell'amor Patrio del rispetto! E se oggi ho un idea da realizzare, un abbrattaglia da affrontare...lo devo ai vostri insegnamenti!
Ora ti lascio cara Mamma, spero di tornare presto a casa....ti abbraccio!
Tuo affezionato figlio Valerio.
Dedicata a mia mamma e a tutte le mamme e i padr (anche futuri :) )i che hanno dato ai loro figli amore, educazione, ideali e forza...e a tutti quei figli che amano i propri genitori riconoscendo l'importanza della loro presenza anche in età adulta!
Onore a tutte le mamme...Onore a chi lotta!
