sabato 11 giugno 2011

Primavalle! Io non scordo i Fratelli Mattei!!! Onore ai Martiri Caduti negli anni di Piombo!


Quartiere popolare di Primavalle, periferia romana.

E’ l’alba del 16 aprile 1973 e nell’aria si sente ancora l’odore acre del fumo. Un capannello di persone, assiepato nel cortile di un palazzo, rivolge lo sguardo verso l’alto in direzione di una finestra aperta, il muro tutto intorno annerito dalle fiamme che fino a pochi minuti prima ardevano alte.

Appoggiati al davanzale, uno con il braccio sulle spalle dell’altro quasi a volerlo proteggere da una morte atroce quanto inevitabile, si intravedono i corpi ormai senza vita di Virgilio e Stefano Mattei, 22 e 8 anni, figli del segretario della sezione missina di quartiere.

Sono arsi vivi, divorati dalle fiamme che qualcuno, dopo aver versato del liquido infiammabile sul pianerottolo e sotto la porta dell’appartamento in cui viveva la famiglia Mattei, ha acceso poche ore prima, protetto dal buio della notte. Dall’incendio si sono salvati a stento Mario Mattei, la moglie Anna e quattro dei loro sei figli. Per Virgilio e Stefano però purtroppo non c’è stato scampo.

Sul selciato del cortile del palazzo viene trovato una sorta di “cartello di rivendicazione”, un foglio a quadretti con la scritta “Brigata Tanas – guerra di classe – Morte ai fascisti – la sede del MSI – Mattei e Schiavoncino (i dirigenti della locale sezione missina n. d. r) colpiti dalla giustizia proletaria”.

La Brigata Tanas è un gruppuscolo interno a Potere Operaio ed è composta da tre persone: Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo. Si tratta di una “squadra di azione militare e illegale” (come viene definita in un documento ritrovato nel corso di una perquisizione a casa di Achille Lollo), violenta, oltranzista e assai influenzata da una sostanziale simpatia per le BR. Un odio cieco e feroce verso i fascisti anima i componenti del gruppetto: “Bisogna impedire ai fascisti qualsiasi movimento (…). Dobbiamo realizzare non una, ma dieci, cento Piazzale Loreto” si legge in un volantino ritrovato sempre a casa di Lollo.

Pochi giorni dopo la strage (il 18 aprile) Achille Lollo, a fronte degli indizi e riscontri raccolti sulla sua colpevolezza, viene arrestato, mentre gli altri due componenti della Brigata Tanas, Clavo e Grillo, si danno alla latitanza.

Negli ambienti di Potere Operaio, i cui dirigenti condannano l’episodio e si dicono all’oscuro di quanto avvenuto, si decide di difendere comunque i “frazionisti dissidenti” nonostante la loro colpevolezza e si realizza una controinchiesta (Primavalle: incendio a porte chiuse) in cui si sostiene la tesi della faida interna agli ambienti missini, nata e sviluppatasi “nel verminaio della sezione fascista di quartiere”, tesi che verrà sostenuta anche dalla difesa degli indagati in sede di dibattimento. Il processo comunque si conclude con la condanna definitiva dei tre imputati, tutti latitanti all’estero, non all’ergastolo per strage come chiesto dall’accusa, ma a 18 anni di reclusione per duplice omicidio colposo ed incendio doloso.

Del fatto che i vertici di Potere Operaio non abbiano alcuna responsabilità per il sangue sparso a Primavalle ci permettiamo di dubitare: anche se forse Lollo & compagni hanno appiccato il fuoco di testa loro quella notte, resta, a nostro modo di vedere, l’indelebile marchio di colpevolezza morale dei “cattivi maestri”, che hanno alimentato l’odio al grido di slogan quali “Uccidere un fascista non è reato”.

Colpevolezza che peraltro ricade anche su tutti coloro che hanno coperto gli assassini di quegli anni e li hanno aiutati a fuggire all’estero per non pagare per i crimini commessi. Come Lollo infatti, molti altri, grazie al cosiddetto “Soccorso rosso” (potente organizzazione di cui peraltro facevano parte anche autorevoli esponenti dell’allora PCI), si sono sottratti all’arresto e non hanno mai saldato il loro conto con la giustizia.

Tra essi Alvaro Lojacono, che proprio durante i giorni del processo ad Achille Lollo & compagni, ha ucciso lo studente greco Mikis Mantakas, sparandogli vari colpi di pistola davanti alla sezione missina di via Ottaviano a Roma. Oggi vive libero in Francia, senza aver mai passato neanche un giorno in carcere.

E come loro ce ne sono tanti altri, che non hanno mai pagato per il sangue – molto spesso versato da giovani di destra, ma non solo – con cui hanno macchiato le strade d’Italia durante gli anni di piombo. Persone che si sentono ormai al sicuro, che si sono rifatte una vita, che non rinnegano nulla del loro passato, che anzi a volte rivendicano con orgoglio. Persone che molto spesso, se viene chiesto loro conto di quanto commesso, si nascondono dietro il muro delle scelte politiche, quasi che esse possano costituire una valida scusante per gli omicidi commessi.

Emblematico il caso scoppiato a proposito di Cesare Battisti, ex brigatista rifugiatosi a Parigi, dove vive scrivendo libri per bambini. Identificato dalla polizia italiana, che ne ha chiesto l’estradizione, è stato difeso a spada tratta dai parigini e dallo stesso sindaco della città, che gli ha addirittura concesso la cittadinanza onoraria per evitare che finisse nelle carceri italiane a scontare le pene che gli sono state comminate per i reati che ha commesso. La prima udienza del processo per l’estradizione si è tenuta qualche giorno fa presso il Tribunale di Parigi, innanzi al quale, per solidarietà con Battisti, si sono ritrovati molti “rifugiati” italiani, che hanno riaffermato la loro condizione di esiliati politici, quasi perseguitati ingiustamente.

E altrettanto emblematico è il caso di Adriano Sofri, condannato più volte in relazione all’omicidio Calabresi e spesso al centro di accese polemiche politiche. Affinché gli venga concessa la grazia c’è chi fa lo sciopero della fame, ottenendo spazio su TV e giornali. Ma ben poca rilevanza è stata invece data al gesto di Bruno Berardi, figlio di una delle vittime di Sofri, anche lui in sciopero della fame per dire no alla concessione di privilegi a chi ha spezzato la vita di suo padre.

Molti nomi di colpevoli, molte vittime senza giustizia, molti familiari che aspettano ancora che qualcuno si assuma la responsabilità giuridica e morale per la morte dei loro cari e chieda scusa per il dolore causato. Alla luce di tutto questo è profondamente giusto che tutti quelli che abbiano un minimo di onestà e coscienza si impegnino a chiedere giustizia, ognuno per quanto nelle sue possibilità.

Alleanza Nazionale in quanto partito politico può fare molto in tal senso. Alcune iniziative sono state già realizzate nei giorni scorsi: la presentazione e l’approvazione, nel III Municipio di Roma, di un ordine del giorno per richiedere al Brasile l’estradizione di Lollo, primo firmatario il consigliere di AN Giovanni Del Prete; la sottoscrizione di una lettera aperta all’Ambasciatore del Brasile in Italia e ai Ministri degli Esteri e della Giustizia affinchè la posizione del Lollo, che attualmente gode dello status di “rifugiato politico” venga rivista; l’organizzazione di manifestazioni, a Roma e a Parigi, per chiedere l’estradizione di Battisti.

E il 16 aprile, trentunesimo anniversario del rogo di Primavalle, alle 18 in Via Arenula – Piazza Cairoli, un corteo di Azione Giovani e di tutto il partito sfilerà per chiedere ancora una volta che Lollo venga estradato e paghi per i suoi crimini.

E’ giusto ed è anzi doveroso chiedere che gli assassini paghino. E non per odio o per vendetta ma semplicemente per amore di giustizia. Lo dobbiamo non solo alla nostra coscienza, ma anche e soprattutto a coloro che la verità non la possono più dire e a chi ancora sta soffrendo perché è stato privato della possibilità di costruirsi un futuro con i propri cari.

Solo se si avrà giustizia, infatti, si potrà finalmente mettere la parola “fine” ad un periodo buio e terribile come gli anni ’70 e consegnare definitivamente alla storia la violenza cieca che ha inghiottito tante vite, quella violenza che, il 16 aprile di 31 anni fa, molte persone hanno visto dipinta sui volti ormai gelidi ed esangui di Stefano e Virgilio Mattei.

Raddoppiano i rimborsi a Partiti e ad Associazioni legate ad essi! Alla faccia dei Disoccupati e dei cittadini in difficoltà!

Domani, martedì 12 aprile, la commissione Affari costituzionali della Camera comincerà l’esame di un disegno di legge che farà discutere: con una arroganza e uno spregio dei cittadini quasi assoluti, prevede il raddoppio delle spese, a carico dei contribuenti, destinate all’attività politica. Se passa la legge, anche le fondazioni, e non solo i partiti, potranno beneficiare dei rimborsi elettorali che hanno sostituito, altra grande prova di spregio della volontà popolare, il finanziamento pubblico eliminato, in piena ventata demagogica nella sterile e improduttiva epoca dei referendum, nel 1993.

Di più, la legge dovrebbe estendere il rimborso elettorale a tutti i partiti che superino la soglia dell’1 per cento in qualsiasi tipo di elezione, mentre vorrebbe stanziare 185 milioni l`anno per le fondazioni culturali legate alle forze politiche.

Principale firmatario della proposta di legge, presentata nell’ottobre 2010, è Ugo Sposetti, tesoriere dei Democratici di sinistra e deputato del Pd, ma con lui hanno firmato ben 56 deputati di tutti gli schieramenti: molti Pd, cinque Pdl, l’Udc Savino Pezzotta, il Responsabile D’Anna, l’Idv Di Stanislao e Luca Barbareschi, all’epoca in Fli. Visto lo schieramento, osserva il Fatto, “nulla, per adesso, fa pensare che sarà ostacolata”.

Moralisti per gli altri ma non per i loro problemi, tutti i partiti sembrano convergere, alla faccia di tante belle parole. Certo non è facile non pensare a quanto l’idea di Sposetti e soci costerà ai cittadini: finirà per raddoppiare i “costi della politica”, perché ai partiti, che continuerebbero a ricevere il rimborso elettorale così come fanno oggi, per complessivi 170 milioni di euro annui, tra politiche, regionali ed europee), si aggiungerebbero le fondazioni che andrebbero a curare “l’attività culturale e la formazione politica” del partito cui fanno riferimento, con un ulteriore aggravio per noi di 185 milioni di euro l’anno!

Una vergogna! in un periodo in cui a stento gli Italiani arrivano a fine mese, un periodo in cui la crisi economica opprime le fasce più deboli! un periodo in cui i pensionati rischiano letteralmente la fame....I politici Italiani pensano ad arricchire le casse dei loro partiti!!!

E' VERGOGNOSO!!!!

Il Movimento Patria Nostra scriverà al Presidente della Repubblica affinchè questo affronto al popolo Italiano venga evitato!

Pensiamo al bene dell'Italia...non al bene delle casse dei partiti!!!

MOVIMENTO PATRIA NOSTRA CONTRO GLI SPRECHI DELLA POLITICA!!!

IL DUCE PREVEDEVA IL FUTURO: La «green economy» l’ha inventa il Duce Si chiamava autarchia


La rincorsa a un’economia a basso impatto ecologico; la ricerca di una riduzione dei consumi e degli sprechi; il riciclaggio totale dei rifiuti; una dieta povera di carne e che privilegi i vegetali; bioedilizia; città a misura di bicicletta; carburanti alternativi... Il programma elettorale di un partito ambientalista? La ricetta di un guru dell’ecologia?

No, sono le idee di Benito Mussolini e dei suoi gerarchi per far funzionare l’Italia in regime di autarchia. Insomma una «rivoluzione verde», pensata e in parte realizzata durante quel Ventennio che per qualsiasi radical chic è il male assoluto. Nessuna apologia di fascismo, per carità, semplicemente il risultato di un’attenta ricerca storica portata avanti da Marino Ruzzenenti e pubblicata dalla Jaca Book: L’Autarchia Verde (pagg. 296, euro 25, prefazione di Giorgio Nebbia). Il saggio, realizzato da un ricercatore molto attento alla storia dell’ambiente, prende semplicemente atto di come la crisi del ’29 prima e le sanzioni economiche poi abbiano fatto sì che l’Italia fascista si trovasse a dover affrontare negli anni Trenta molte di quelle «sfide delle risorse» (a partire dai carburanti) che ora attanagliano, per tutt’altri motivi, i Paesi avanzati. E se molte nazioni, in quel periodo, a partire dagli Stati Uniti del New Deal di Roosevelt (il quale non faceva mistero di apprezzare le scelte economiche mussoliniane), furono costrette a mettere in campo scelte simili, solo in Italia si arrivò a una teorizzazione precisa e molto vicina agli ideali di alcuni fan della moderna sostenibilità ambientale: «E poiché la fonte prima della produzione è la terra, la gran madre, quella che se lavorata non tradisce... combatteremo e vinceremo la battaglia dell’autarchia, intesa nel settore rurale a ricavare dalla terra prodotti che essa ci può dare...». Se è indubbio che molti esperimenti autarchici si rivelarono delle vere «stupidisie» (Nebbia), altri avevano una solida base scientifica (il regime nel comparto energetico coinvolse subito Guglielmo Marconi e il Cnr) e hanno gettato le basi di molti sviluppi successivi.

Un esempio banale. Nel 2008 la rassegna Pitti Immagine Uomo vide l’esordio del marchio Milky wear, con abiti realizzati da derivati del latte, «morbidi come un abbraccio». Ebbene, va ricordato che si tratta di una riedizione del Lanital realizzato in periodo fascista. Così come moltissimi esperimenti pionieristici sull’eolico e sul solare furono cantierizzati (e brevettati) proprio in quegli anni. Non se ne abbiano a male i nuovi figli dei fiori.


Silvio Berlusconi e il ministro Maroni sono andati a Tunisi per un colloquio con il governo tunisino con lo scopo di bloccare l'esodo di migranti a Lampedusa e di far rimpatriare quelli già arrivati in Italia. "C'è la disponibilità da parte del governo di Tunisi di esaminare la questione, e la nostra volontà di farlo in modo assolutamente civile", ha detto Berlusconi dopo l'incontro. Ma mentre Berlusconi cerca di rassicurare gli Italiani, a Lampedusa continuano gli sbarchi.

La notte si sono registarti altri sbarchi nell'isola siciliana e dal campo pugliese di Manduria circa trecento immigrati hanno sfondato la recinzione di vetro e sono scappati attraverso i campi nel tentativo di raggiungere la stazione ferroviaria di Oria, per poi dirigersi in treno verso nord.

Intanto i profughi vengono spostati in vari punti d'Italia, per liberare dal "soffocamento" Lampedusa.

Toscana,Puglia e Campania, stanno per essere invase, per la precisione dopo Catania e Trapani, arrivano i campi attrezzati anche a Pisa, Grosseto, Taranto, Napoli e Caserta. E i profughi iniziano anche a sbarcare altrove, la mappa degli arrivi si allarga alla Sardegna: 25 tunisini sono scesi da un barcone nella spiaggia di Cala Cipolla, nel litorale di Chia. Altri cinque sono sbarcati a Pardalonga. I migranti sono stati bloccati dai carabinieri e trasferiti ad Elmas. A Lampedusa, intanto, ci sono stati 800 nuovi arrivi nella notte. Salgono così a 1.400 i migranti ancora presenti sull’isola, in barba alle promesse del premier delle scorse settimane che puntava a svuotare L'Isola.Continuano i tentativi di fughe, in tanti stanno provando a lasciare i campi di accoglienza per dirigersi in altre zone d'Italia, diventanto così mine vaganti incontrollate, sicuri futuri delinquenti liberi di commettere crimini nel nostro paese, sia singolarmente che all'interno di organizzazioni, che vedono questi sbarchi come una manna dal Cielo per allargare i loro ormai non tanto piccoli eserciti.

E questo è solo l'inizio!

C'E' DA AVER PAURA!!!!

E il Governo ci dice di stare tranquilli, di non preoccuparci, perchè"La Tunisia è uno stato amico e risolveremo i nostri problemi in un clima di collaborazione e di amicizia". Ma in effetti, a tutt'oggi, non è stato raggiunto nessun accordo in quanto non si è ancora quantizzato l'importo finalizzato all'operazione rimpatrio e a creare le condizioni per un reinserimento nella vita sociale ed economica tunisina per coloro che saranno rimpatriati.

Pertanto, non solo siamo stati invasi, non solo stiamo pagando di tasca nostra allestendo campi di accoglienza e utilizzando i nostri uomini per "accogliere" i profughi, non solo subiremo un altra ondata di nuovi delinquenti liberi sul nostro suolo, non solo sono iniziati i danni a cose e strutture...dobbiamo anche pagare per rinserirli nella loro società?????

La situazione è insostenibile, la popolazione di Lampedusa è esasperata, e ora tutto il popolo italiano inizia ad avere paura!

Il Governo continua cone mediazioni sterili e senza ottenere risultati concreti e intanto il flusso è continuo!

L'incapacità di questo Governo di gestire la situazione è palese...è ora che si assumano le responsabilità e dichiarino laloro incapacità di gestire la politica estera.

L'Italia stà per essere invasa! Non restiamo a guardare!

Il 17.04.2011 a Milano, Roma, Napoli e Palermo il Movimento Patria Nostra effettuerà dei volantinaggi contro l'afflusso incontrollato dei profughi nord-africani e a sostegno del popolo di Lampedusa e degli abitanti dei paesi dove verranno creati i campi d'accoglienza. Il 16.04.2011, invece, sarà a Brindisi, insieme al Movimento NazionalPopolare per un banchetto sullo stesso tema. Facciamo Sentire la nostra voce! non restiamo SEMPRE in silenzio!

PER L'INTEGRITA' DELLA NOSTRA PATRIA E A SOSTEGNO DEL POPOLO ITALIANO! LOTTA DI POPOLO PER IL POPOLO! ONORE A CHI LOTTA!!!

Valerio Arenare

Segretario Nazionale MPN

Che sia di esempio per tutte le Guerriere di Patria Nostra! IL MIO ONORE SI CHIAMA FEDELTA'!


1° Aprile 1987 – In ricordo di Adriana Pontecorvo

Ordine Nuovo, movimento di destra, fu fondato da Pino Rauti, militante del Movimento Sociale Italiano, nel 1956, in seguito alla frattura che avvenne durante il Congresso di Viareggio nel 1954. Quando fu confermata la nomina di segretario del partito ad Arturo Michelini, la parte più intransigente, guidata da Pino Rauti, decise di dissociarsi. Inizialmente, fu individuato come Centro Studi Ordine Nuovo con il compito di rappresentare una corrente giovanile al vertice del Movimento Sociale Italiano che propugnava un atteggiamento di rifiuto alla società contemporanea, corrotta e materialista. La sede nazionale fu aperta a Roma in via Pietra e successivamente si trasferì in via degli Scipioni, 268.

Il gruppo era formato da Clemente Graziani, Paolo Andriani, Rutilio Sermonti, Silvio Vitale, Piero Vassallo, Gabriele Troilo, Antonio Lombardo, Stefano Mangiante, Riccardo e Gastone Romani. In seguito aderirono anche Paolo Signorelli, Giulio Maceratini, Gino Ragno, Marcello Perina e Adriano Romualdi, ex militante della Giovane Italia. La rottura definitiva che sancì la fuoriuscita degli ordinovisti dal partito fu la rielezione di Michelini e l’alleanza con i moderati di Giorgio Almirante. Il leader Pino Rauti, deluso dalla situazione, decise di allontanarsi dalla scena politica.

Con l’arrivo alla segreteria nel 1969 di Giorgio Almirante, il fondatore di Ordine Nuovo e altri dirigenti, decise di rientrare nel partito. Decisione aspramente criticata dall’ala più dura del movimento. Infatti, il 21 settembre del 1969 nacque il Movimento Politico Ordine Nuovo guidato da Clemente Graziani assumendo la funzione di segretario nazionale. Aderirono anche Mario Tedeschi, Bruno Esposito, Emilio Garrone, Antonio Ragusa, Roberto Gabellini, Sandro Saccucci, Pierluigi Concutelli, Elio Cassagrande e Salvatore Francia. Il primo congresso nazionale fu tenuto a Lucca nell’ottobre del 1970.

A livello organizzativo, il nuovo movimento avviava i corsi di formazione quadri. Per la formazione ideologica, i corsi duravano due mesi ed erano suddivisi in otto sezioni. Per la formazione politica, invece, i corsi duravano sempre due mesi ed erano suddivisi in cinque sezioni. Il rifermento esplicito ad Julius Evola, la linea oscillante del Movimento Sociale Italiano, il carisma di Clemente Graziani, portarono l’organizzazione, in quattro anni di attività, a rappresentare il gruppo extraparlamentare di destra più noto ed importante del periodo. Ma il 21 novembre del 1973 trenta dirigenti furono condannati per ricostituzione del Partito Nazionale Fascista e fu decretato lo scioglimento dell’organizzazione da parte del Ministro degli Interni. Intanto Clemente Graziani, insieme ad altri dirigenti, si rifugiò in esilio per evitare l’arresto.

Dalla Grecia alla Francia, dall’Inghilterra alla Bolivia, fino ad approdare in Paraguay dove si spense nel 1996. Alle sbarre anche una ragazza, Adriana Pontecorvo. Fin da giovanissima, formata grazie alla severa scuola morale del padre Arturo, amico di Giuseppe Solaro, apostolo della socializzazione nell’ambito delle sue conoscenze, ne seguì sempre l’esempio. Particolarmente vicina era alle persone che avevano vissuto nel periodo della Repubblica Sociale Italiana e al dramma dei profughi Giuliano – Dalmati. Il suo primo impegno politico fu quello di dedicarsi, insieme ad altri giovani di Ordine Nuovo, al recupero delle salme nascoste in fossati, campi, boschi e dirupi, e sepolti nel Sacrario del Cimitero Monumentale di Torino.

Divenne responsabile femminile del Movimento Politico Ordine Nuovo e ottima infermiera, seguendo un corso presso la Croce Bianca, per meglio accudire la madre gravemente malata. Fu la principale collaboratrice e coordinatrice durante il periodo di latitanza di Salvatore Francia. Il 10 agosto del 1972 organizzò un campo paramilitare del Movimento Politico Ordine Nuovo a Forte Parmand di Salbentrand in alta valle di Susa. Il mese prima la Polizia aveva scoperto altri campi paramilitari a Zafferana Etnea e a Menfi. Il 19 luglio del 1974 a Bardonecchia, vicino al confine francese, fu arrestato il torinese Emilio Garrone mentre portava al latitante Salvatore Francia materiale e documenti affidatogli da Adriana Pontecorvo. L’ultima, drammatica, vicenda che affrontò fu la feroce e spietata repressione scatenata a Torino contro il Movimento Politico Ordine Nuovo ad opera del Giudice Istruttore comunista Luciano Violante.

Su quel processo, il democratico, costruì le sue fortune politiche, qualificato da La Stampa di Torino come “Personaggio dell’anno”, fu eletto deputato del Partito Comunista Italiano, Presidente della Camera dei Deputati e Presidente della Commissione per le Riforme Costituzionali. Il 4 aprile del 1976 la Corte d’Assise di Torino concluse il processo condannando Adria Pontecorvo a tre anni e sei mesi di reclusione, per cospirazione politica mediante associazione, trascorsi in varie fasi tra le Carceri Nuove di Torino e Rebibbia di Roma. Fu rinchiusa nelle stesse celle di appartenenza alle Brigate Rosse e ai Nuclei Armati Proletari lasciandola del tutto indifferente.

Fu pregiudicata la vita del figlio e si aggravarono, fino alla morte, le condizioni di salute della madre. La sua esistenza fu distrutta e la salute completamente minata fino a quando, nelle prime ore del 1° aprile del 1987 il suo cuore smise di battere. Ai solenni funerali era presente Gastone Tarasconi, in rappresentanza degli ex combattenti, con l’autentica bandiera della Repubblica Sociale Italiana e tantissimi militanti di Ordine Nuovo. La bara fu avvolta dalla bandiera del movimento: l’ascia bipenne all’interno di un cerchio bianco su sfondo rosso con il motto “Il mio onore si chiama fedeltà”.

www.libero-mente.blogspot.com

carminecetro@inwind.it

nota originaria di Fabio Rossi

Vice Segretario Nazionale del Movimento Patria Nostra

Roma e le Buche, Movimento Patria Nostra scrive al Sindaco di Roma


Al Sindaco di Roma

On. Gianni alemanno

Spett.le Sig. Sindaco,

le piogge delle scorse settimane hanno, per l'ennesima volta, ridotto in uno stato pietoso il manto stradale della Capitale, ormai è diventato rischioso attraversare la città, specie in moto, facendo ginkane pericolosissime tra le buche che in alcune tratti di strada hanno misure davvero impressionanti!

Pericolo per chi viaggia su due ruote e i tantissimi incidenti avvenutia causa di cadute causate proprio dalle buche, ne sono la testimonianza più evidente, ma anche per gli automobilisti che lamentano sempre più spesso disagi e danni causati alle auto.

Sicuramente, non ne dubito, il Comune provvederà a breve a sistemare la situazione, anche per una questione d'immagine nei confronti dei turisti, ed è giusto! visto anche i richiami fatti da varie associazioni e testate giornalistiche. Quindi siamo sicuri che a breve vedremo nel centro di Roma le ditte edili all'opera con buche e dislivelli stradali, sistemando il tutto e rendendo tutto perfetto almeno fino alle prossime pioggie, ormai è una storia continua e non capiamo come mai non si riesce a sistemare definitivamente il manto stradale romano.

Ma la cosa che ci chiediamo è quando l'Amministrazione Comunale sistemerà le strade in periferia? Ci sono strade che ormai sono pressocchè impercorribili, faccio un esempio, Via Dell'Archeologia o Via Mitelli o Via Castani (che è ormai un sentiero di montagna) nel quartiere Tor Bella Monaca, sono da mesi in uno stato pietoso, le buche sono crateri pericolosissimi per chi attraversa queste strade, e pensare che sono strade site in prossimite di zone molto abitate e a scuole ed asili.

Credo che l'amministrazione Comunale dovrebbe a breve provvedere alla sistemazione di queste strade onde evitare problemi più gravi di una semplice ruota bucata.Non mettiamo sempre le periferie in secondo piano, anche chi vive in periferia è Romano, lo ricordi!

In attesa di Vostro sollecito e cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.

Valerio Arenare

Segretario Nazionale Movimento Patria Nostra

Fabio Rossi

Coordinatore Centro Italia Movimento Patria Nostra

Raimondo Spiga

Coordinatore Lazio Moavimento Patria Nostra

Festa del Papà...Auguri Papà!


Oggi è la festa del Papà,

Voglio augurare a tutti i Papà una cosa molto semplice,ma allo stesso tempo stupenda e senza prezzo, quella di poter guardare negli occhi del porprio figlio/a e di poter leggere nei loro occhi una sola frase:"Ti voglio bene papà!"

Voglio ringraziare tutti i papà per quello che fanno per i loro figli, i tanti sacrifici per poter dare loro una vita decente, per poter garantire loro un futuro (ed oggi giorno non è facile), per poter fare di loro degli uomini degni di essere chiamati tali!

Voglio fare gli auguri anche a chi sogna di diventare papà, vi auguro di realizzare il vostro sogno presto...è una cosa meravigliosa!!!

ma come sempre, il mio abbraccio va a tutti quegli uomini soli, che hanno paura, che hanno perso le speranze, che piangono figli perduti...che non hanno nessuno che gli faccia gli auguri! A voi và il mio abbraccio fratelli miei!

e oggi permettetemi ricordare il mio eroe, il mio esempio di vita...il mio papà, che mi ha lasciato un vuoto incolmabile, che ancora oggi piango...e che ancora oggi, quando la mattina mi sveglio, stupidamente spero di trovarlo a casa e sogno ancora di abbracciarlo!...ma lui non c'è...!!

grazie papà per quello che hai fatto per me, grazie papà per avermi fatto uomo, grazie papà per avermi insegnato tante cose...grazie per essere stato mio padre, grazie per avermi fatto capire cosa volesse dire amare un figlio!

e se oggi io posso dire di essere un buon padre è merito tuo...perchè trasmetto a mio figlio ciò che tu mi hai trasmesso...

Mio figlio si chiama Paolo Antonio come te e ti somiglia...e io oggi, guardandolo non posso non pensare a te...mi manchi papà...mi manchi tanto!

Ti voglio bene Papà...auguri...ovunque tuo sia....

tuo figlio Valerio!

stò taggando persone che non sono tutti papà, perchè vorrei che questo pensiero diventi il vostro e vi ricordiate di dare un bacio e un abbraccio ai Vostri padri, fatelo ora, perchè quando non ci saranno più, vi pentirete di non averlo fatto!

Oggi mi sento meno forte e coraggioso del solito.... scusatemi!!!